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I ricordi di Oreste, ex-allievo e nonno di un attuale studente dell'istituto

Edizione Speciale
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Alessia Arecco 1/15/2020

I ruggenti anni 60

Ho aperto la pagina sulla fondazione dell’ITIS di Cuneo ed ho scoperto che per qualcuno la storia dell’ITIS era iniziata nel 1961.
Mi dispiace per quella trentina di giovani di belle speranze che si sono iscritti all’ITIS nel 1961, ma è doveroso precisare che la storia inizia due anni prima, quando, credo fossimo in 54, ci siamo iscritti per primi all’Istituto Tecnico comunale fondato dall’allora Sindaco di Cuneo prof. Mario DELPOZZO che, occorre ricordare, pur non essendo mai stato un insegnante della nostra scuola ci ha sempre seguito con le sue frequenti presenze. Di pochi soldi e tante speranze eravamo anche noi, ci hanno sistemato in due aule 1A e 1B al piano rialzato dell’edificio attuale sede del tribunale civile di via Bonelli. 

Erano altri tempi, il dollaro valeva 620 lire ed i Cuneesi erano 46.000. Otre che di buone speranze, avevamo , come tutta la Nazione, una gran voglia di riscatto, riscatto dalla povertà vissuta dalle nostre famiglie uscite dal ventennio e dalla guerra in condizioni disastrose . Nel disastro generale la provincia di Cuneo era classificata zona depressa, ma tutti si davano da fare. Cosi senza saperlo , era iniziato un ciclo positivo che avremo successivamente chiamato “miracolo economico.”
Tutti partecipavano, c’era voglia di lavorare, tutti i lavori erano nobili, c’era coraggio, le famiglie si spostavano, i giovani iniziavano a studiare e/o a lavorare fuori casa. Nella nostra Cuneo il Sindaco era stato lungimirante, si era battuto per portare in città l’industria, dare lavoro ai Cuneesi ed aveva pensato di prepararli con la creazione di nuove scuole come appunto il nostro ITIS, e anche in barba a chi non gradiva i cambiamenti. Come eravamo belli, a rivedere le nostre fotografie di allora c’è da rallegrarsi, eravamo poveri ma ordinati, in classe tutti in giacca e cravatta, e alla sera a fare le “vasche” sotto i portici di corso Nizza sembravamo tutti figurini. A scuola eravamo tutti maschietti, ci mancavano le ragazze, nessuno immaginava una donna elettricista, dovevamo  accontentarci, durante gli intervalli , di affacciarsi alle finestre per salutare le dirimpettaie future maestre dell’Istituto Magistrale di via Barbaroux. Era tutto un po' speciale, speciali gli allievi che si erano iscritti a una scuola senza storia - alcuni di noi avevano  abbandonato altre scuole - speciali gli insegnanti, giovani e motivati, uno di loro ci ha accompagnato per tutti i cinque anni insegnandoci più materie. Quanti voti ci ha dato questo Signore, dallo zero al dieci, tra cui il più odioso 5,99. Un giorno era arrivato a scuola con una nuova fiammante Fiat 600, parcheggiata di fronte alle Poste, non ha potuto più ripartire , gli avevamo alzato l’auto  sopra dei mattoni, le ruote motrici erano sollevate: si era arrabbiato! Tre anni dopo era arrivato con una nuova Alfa Romeo Giulietta: l’ha fatta provare a tutti. Qualche volta arrivava in classe, sempre in giacca, camicia bianca impeccabile, cravatta ma con gli scarponi infangati, seguirlo nella sue dimostrazioni alla lavagna dei vari teoremi di elettrotecnica era affascinante, per molti di noi è stato un secondo padre. Una bella sorpresa era arrivata nel 61; ad aprile era giunta voce che dei 56 allievi delle classi 2A e 2B si sarebbe fatta una sola terza; ci siamo messi tutti a studiare e qualcuno a “schissare”, ma in 3A siamo arrivati solo in 17 che poi saremo arrivati tutti all’esame di stato sostenuto nel 64 a Torino con buoni risultati.  Era finita un’avventura, pronti ad iniziarne un altra.

Oreste, un allievo della prima infornata del 59.

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ITIS passato intervista Albori '59

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Scritto da

Alessia Arecco

Frequento la classe quarta del corso di informatica, mi piace esprimere le mie emozioni e i miei pensieri attraverso la scrittura.