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I giovani che non ti aspetti

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Elia Petrucci 1/29/2020


È inutile ribadire quanto il 2019 sia stato un anno di cambiamenti e rivoluzioni: le manifestazioni contro i cambiamenti climatici, i fridays for future, organizzati in ogni città del mondo, in Italia il passagio dal governo giallo-verde al Conte due "giallo-rosso", le nuove disposizioni per l'esame di maturità, con l'eliminazione delle fatidiche "tre buste"del governo “ giallo-verde “ per creare una forma al nuovo compromesso “giallo-rosso”.
I cambiamenti, però, non finiscono qui, perché in Europa ma non solo, l’autunno ha portato con sé una stagione meteorologica travagliata con piogge intense che hanno causato  danni ingenti di cui si sentirà parlare per molto tempo in questo 2020.
Dopo tutto questo elenco di eventi, credo che ne manchi ancora uno: il movimento delle “Sardine”.
Il movimento delle “Sardine” nei mesi di novembre e dicembre ha fatto parlare di sé portando in piazza  un numero considerevole di persone (in particolar modo giovani) che stretti uno accanto all’altro hanno occupato le piazze in modo pacifico, come segno di protesta verso una politica che non lì rappresenta e che ha creato conflittualità e intolleranza. Il movimento è partito da Bologna, il 15 novembre, in concomitanza con l’esordio in campagna elettorale della Lega per le elezione regionali in Emilia Romagna. L’unione di più di seimila “sardine” ha fatto si che i giornali incominciassero a parlare di loro per capire chi fossero e che cosa in sostanza volessero unendosi in piazza, accomunati solo da cartelloni con delle sardine disegnate ed uno spirito di collaborazione e solidarietà.
Secondo molti commentatori politici le sardine  sono una forma di “anticorpo” in grado di esprimere coraggio, spirito democratico e  opposizione pacifica negli animi delle persone.  Il loro calendario è stato molto fitto fino alle recentissime elezioni regionali in Emilia Romagna.

Grazie  ai social network questo movimento in  breve tempo è cresciuto e si è diffuso non oltrepassando non solo i confini nazionali, ma addirittura continentali.

La diffusione in altre piazze non solo italiane è un risultato molto importante. Molti apprezzano di questo movimento l' apoliticità, la diversità rispetto ai movimenti politici tradizionali, la libertà di espressione e di dissenso, la tolleranza e il pacifismo di fondo.
Il movimento delle "sardine" si definisce  apartitico, ma alla manifestazione di Roma in Piazza San Giovanni del 14 dicembre, sono stati annunciati sei punti fondamentali  per tutte le sardine.
“1. Pretendiamo che chi è stato eletto vada nelle sedi istituzionali a lavorare.
2. Pretendiamo che chiunque ricopra la carica di ministro comunichi solamente nei canali istituzionali.
3. Pretendiamo trasparenza dell’uso che la politica fa dei social network.
4. Pretendiamo che il mondo dell’informazione traduca tutto questo nostro sforzo in messaggi fedeli ai fatti.
5. Pretendiamo che la violenza venga esclusa dai toni della politica in ogni sua forma. La violenza verbale venga equiparata a quella fisica.
6. Chiediamo che il decreto sicurezza venga abrogato.”
Questi  principi penso che possano essere un punto di partenza per una riforma della politica, basata sull'onestà e partecipazione democratica. Che cosa il movimento potrà diventare questo ancora non si sa, lo si vedrà nei prossimi mesi, soprattutto ora che gli viene riconosciuto un ruolo importante nella vittoria del centro-sinistra in Emilia.

Essendo anch’io un giovane come chi partendo da da Piazza Maggiore a Bologna ha dato la spinta a credere nell'impegno sociale e politico, riesco ad immedesimarmi con facilità nei valori del movimento delle sardine e penso che la una classe politica attuale dirigente dovrebbe lasciare spazio ai giovani, ai loro ideali eobbiettivi. Questo movimento è il segnale che “le porte sono aperte". Penso,però, che bisogna continuare a manifestare, a cercare delle soluzioni per i problemi reali di tutti i cittadini, a discutere, a riflettere, a esprimere le proprie idee, senza il timore di sembrare “il sapientone di turno”.
Se noi giovani non cerchiamo di affrontare i problemi e continuiamo a lamentarci soltanto, niente potrà mai cambiare e tutti i tentativi per cambiare radicalmente un modo di pensare ormai superato saranno resi vani.

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Scritto da

Elia Petrucci

Io sono Elia. Amo scrivere e raccontare quello che tutti i giorni ci passa davanti agli occhi e che ignoriamo. Mi piace osservare, prendermi del tempo, una pausa per capire come è girato il mondo per poi stravolgerlo e vivere la mia vita descrivendola secondo quelli che sono i miei pensieri, e perché no, magari anche i vostri.