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Intervista all'attuale dirigente scolastico: dott. Ivan Re

Edizione Speciale
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Alessia Arecco 1/17/2020
  • L’ITIS è nato negli anni ’60 per rispondere alle esigenze del territorio cuneese che si stava industrializzando molto velocemente. Lei ritiene che in qualità di Istituto Tecnico l’ITIS sia riuscito a rispondere con efficacia alle esigenze del settore industriale? Cosa ritiene essere più utile agli studenti di oggi che devono scegliere una scuola tecnica?

Certamente sì. Per gli studenti di oggi credo sia utile avvicinarsi alla scuola tecnica, alla scuola in generale, con tanta curiosità, con la voglia di scoprire il mondo e soprattutto con passione e creatività. La tecnica ha come punto fondamentale la creatività, la voglia di creare una soluzione nuova, diversa e soprattutto migliore rispetto alla precedente: serve pensare che la scuola tecnica apra degli orizzonti verso soluzioni di problemi partendo ovviamente dalla competenza scientifica.

  • Lei conosce gli indirizzi formativi della nostra scuola: quale ritiene essere il più utile oggi per chi vuole inserirsi subito nel mondo del lavoro?

Intanto bisogna premettere che tutti gli indirizzi sono utili, ma tra questi sicuramente ce n’è uno più idoneo alle nostre esigenze. Ogni studente deve poter mettere a frutto le proprie capacità e per far questo bisogna partire dalla riflessione che ognuno di noi è differente, ognuno di noi ha delle abilità e delle intelligenze diverse. L’istituto tecnico ha oggi la capacità di sviluppare le nostre doti, questo credo sia l’aspetto migliore del nostro istituto.

  • Crede che l’ITIS di Cuneo risponda in modo adeguato alle richieste formative del mondo industriale cuneese?

Si, lo credo, ma non lo credo solo io, lo confermano anche i dati, lo confermano le aziende che continuamente richiedono a noi come scuola studenti da inserire nelle loro unità organizzative. Normalmente nel periodo di novembre e dicembre di ogni anno fatichiamo a fornire alle aziende studenti perché ormai quasi tutti hanno trovato una loro collocazione, o in un’azienda o nel mondo universitario.

  • Quali sono oggi e nei prossimi anni i settori in cui ci saranno più possibilità di occupazione?

Direi senza dubbio la tecnologia verde. In questi anni stiamo iniziando a credere a tutto ciò che gli scienziati 30 anni fa teorizzavano: allora tutti noi pensavamo che si trattasse di burloni, oggi invece scopriamo che l’inquinamento è in casa nostra; pensiamo all’inquinamento della Pianura Padana o a quello dei mari prodotto dalla microplastica. Penso che per parlare di tecnologia verde serva avere uno sguardo ampio, in quanto la futura tecnologia avrà bisogno di connettersi a più settori differenti quali la chimica, la meccanica, l’elettrotecnica, l’informatica, la logistica (oggi importantissima sia a livello di distribuzione dei materiali che per la loro conservazione e collocazione nei depositi). Come potete notare, la scuola che state frequentando è già proiettata verso il futuro “verde” e il nuovissimo indirizzo, quello delle “Biotecnologie sanitari” è la ciliegina sulla torta di un sistema centrato sulla persona e sulla salute umana e ambientale.

  • Il ricordo migliore che ha come studente di questa scuola?

Il ricordo migliore che ho di quando ero studente credo sia quelli dei compagni di classe e dei miei insegnanti; devo confessare che ho bellissimi ricordi di alcuni docenti, alcuni molto severi, che mi hanno lasciato qualcosa. Io ancora oggi ricordo con una certa gioia la bellissima frase che mi insegnò la professoressa di letteratura italiana sul concetto di libertà: “La libertà è la possibilità di fare ciò che si vuole, nel rispetto della libertà degli altri.” Troppo spesso ci limitiamo alla prima parte dell’espressione, dimenticandoci il secondo… Ecco, questa frase me la insegnò lei in prima o seconda superiore e ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita culturale e civile. Ovviamente, ho molti altri ricordi, ma questa è quella che mi ha segnato di più. 

  • Il ricordo migliore che ha come preside:

Tutti i momenti in cui mi è capitato di incontrare studenti che venivano da me a chiedere una soluzione a un loro problema. A volte le soluzioni sono difficili, complesse, a volte non abbiamo la soluzione immediata per tutto, ma ho sempre ritenuto che l’ascolto fosse la prima soluzione. Un’altra cosa molto bella sono i ringraziamenti da parte di genitori che mi incontrano nei corridoi o che si affacciano alla mia porta semplicemente per ringraziare, ringraziare me, il personale della scuola, gli insegnanti. Ma ringraziarci per cosa? Perché ci siamo presi cura dei loro figli. Credo sia una cosa molto bella perché vuol dire far parte di una comunità scolastica, cioè di qualcosa più ampio, che dà gioia e umanità al nostro lavoro.


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Scritto da

Alessia Arecco

Frequento la classe quarta del corso di informatica, mi piace esprimere le mie emozioni e i miei pensieri attraverso la scrittura.