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Intervista al sindaco del Comune di Cuneo: dott. Federico Borgna

Edizione Speciale
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Alessia Arecco 1/17/2020

L’ITIS è nato negli anni ’60 per rispondere alle esigenze del territorio cuneese, che si stava industrializzando molto velocemente. Lei ritiene che, in qualità di Istituto Tecnico, l’ITIS sia riuscito a rispondere con efficacia alle esigenze del settore industriale? 


Secondo me, la risposta non è soggettiva, ma sicuramente oggettiva.

La provincia di Cuneo è, dal punto di vista economico, una provincia traino in Italia. Abbiamo dati economici, dati oggettivi, che pongono la nostra provincia, e il quadrante di Cuneo, come zona forte, quindi vuol dire che c’è un sistema che ha funzionato e continua a funzionare, a partire dalla formazione. Se non si costruisce una solida base di persone che possono essere efficaci nel sistema economico sicuramente non si raggiungono i giusti traguardi. E in questo la vostra scuola ha sicuramente svolto un ruolo eccellente.



Cosa ritiene essere più utile agli studenti di oggi che devono scegliere una scuola tecnica?

Iniziamo con il dire che rispetto a quando l’ITIS è nato, è cambiato il contesto economico complessivo. Chi frequentava l’ITIS nel 1960 aveva come prospettiva quella di entrare a far parte di un’azienda e di farne parte per tutta la vita, il più delle volte iniziando a fare un certo tipo di lavoro e poi continuando a fare quella mansione per tutta la sua carriera lavorativa.

 
Ma ora le dinamiche sono cambiare e ai ragazzi che iniziano l’ITIS oggi direi: 

  • “Bravo, fai bene”;

  • Gli istituti tecnici e alcune scuole professionali devono riuscire a tirare fuori il valore aggiunto che le persone possono dare ad un sistema economico;

  • Frequentare una scuola tecnica permette di acquisire la consapevolezza che nella vita lavorativa si può cambiare più volte e che ogni cambiamento va letto come un’opportunità. 

La prospettiva che un giovane deve avere è quella di studiare cinque anni, iniziare a lavorare, ma poi continuare a studiare. La formazione è e deve essere permanente.


Lei conosce gli indirizzi formativi della nostra scuola; quale ritiene essere il più utile oggi per chi voglia inserirsi subito nel mondo del lavoro?


Sono tutti validi, ma il tema della logistica, nel territorio di Cuneo, penso abbia dei margini di crescita grandissimi. Dalla logistica puoi recuperare un valore aggiunto e, quindi, competitività dal punto di vista economico; inoltre, lo sviluppo economico ora si concentra lungo degli assi che, alla fine, sono quelli logistici.


Quali saranno le richieste del mondo industriale cuneese nell’immediato futuro?


Le richieste maggiori saranno nel settore della logistica in tutta Italia. 

Invece, nel Cuneese c’è un po’ di debolezza rispetto alle biotecnologie…
Dovessi ragionare sui settori che hanno il maggior margine di sviluppo sicuramente penserei alla logistica, alle biotecnologie e alla domotica. 

Restano comunque alti gli altri rami che si sono già affermati, quello meccanico, meccatronico ed informatico.


Crede che l’ITIS di Cuneo risponda in modo adeguato alle richieste formative del mondo industriale cuneese?


È un dato oggettivo, l’ITIS di Cuneo è decisamente molto apprezzato.


Il comune di Cuneo ha in previsione la possibilità di diventare un polo importante per quanto riguarda i livelli di istruzione successivi alle scuole secondarie di secondo grado?


Stiamo cercando di farlo, siamo co-fondatori di un ITS che si concentra sul settore agroalimentare. Abbiamo lavorato tanto con l’università per rafforzare l’identità del polo di Cuneo, ma la valenza della nostra azione non può essere solo nella comodità dell’ ubicazione. Ci siamo impegnati per la creazione della prima laurea trinazionale di economia in Italia e da questo autunno è partito il master di change-management. 


Il ricordo migliore che ha dell’ITIS: 


Mi ricordo dell’indirizzo di chimica, già allora molto all’avanguardia, e di quello di meccanica, specializzazione frequentata dalla stragrande parte dei ragazzi, in quanto era ed è ancora la risposta migliore per un sistema economico come quello cuneese che conta sul suo territorio un numero considerevole di aziende metalmeccaniche.


Qual è il messaggio che vuole lasciare ai nostri studenti?


Agli studenti vorrei dire che la storia ci sta dimostrando che il fattore vincente è sempre la persona, che il vero valore aggiunto di un’azienda sono le persone che ci lavorano dentro, che ne determinano le sorti. 


Abbiate fiducia nei vostri mezzi, non abbiate mai paura di fare una domanda stupida perché non esistono domande sciocche in quanto da ogni “punto interrogativo”, anche il più banale, può nascere un’idea utile all’innovazione e alla crescita. 



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Scritto da

Alessia Arecco

Frequento la classe quarta del corso di informatica, mi piace esprimere le mie emozioni e i miei pensieri attraverso la scrittura.