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Non Solo Chimica

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La Redazione 2/1/2020

Martedì 21 gennaio 2020, nel dorso di un emozionante momento di premiazione presso l’Aula Magna del nostro Istituto, alla presenza del Dirigente, delle rappresentanti della sezione di Cuneo dello Zonta Club e dei suoi compagni di classe, Giorgio Giletta - 4ACHI ha commentato i suoi versi, dal titolo “Niente più d’una rosa”, con un’analisi precisa e puntuale, spiegando la nascita della sua ispirazione, avvenuta in modo quanto mai curioso.

Non solo reazioni chimiche e formule, dunque, tra i banchi dell’ITIS, ma anche profonda riflessione e abilità poetica. Congratulazioni!

Riportiamo di seguito i versi della poesia...


Instabile respiro del cielo 
in un’armoniosa mattina d’inverno 
afferra l’ultimo soffio vitale che 
con inconsapevolezza infantile tiene l’anima per mano; 
monossido di di idrogeno precipita, 
in lacrime, su un dolore incolmabile di un cuore 
ghermito e mille altri affranti. 
Passi decisi improvvisano una melodia; 
gli applausi, l’acquitrino 
è un dolce fragore ora, 
poi silenzio e un fracasso, nuovo, 
lo sguardo tende al basso 
la mano cagion di tanta violenza 
tiene ora un giocattolo; 
in quella soffitta, 
vi era lui bambino, 
la vita abbozzata, 
la morte lontana forse. 
Legiferare sul senso d’essere, 
fosse soltanto una dannata nota sul curriculum. 
Ira, svanita, 
quelle dannate lancette, impassibili. 
Nessun treno di ritorno. 
Una brezza danza sugli abiti 
è una corsa spasmodica, 
lieta d’essere impotente. 
Qualche lettera incisa, 
un’anima innocente 
tra le dimore di chi riposa. 
Un momento e la solitudine si dilegua, 
una donna alle spalle del suo corpo 
svigorito, a capo chino, prega, 
sono proprio uguali.. erano. 
Verbo fioco stimola il vento 
ragazzo ammira 
null’altro che un’insignificante rosa 
agli occhi di molti 
innumerevoli spine, 
ma quanti lievi petali; 
un roseto, una comunità, 
debolezze, virtù, 
un gioco di peculiarità, 
quale magnificenza alla sua vista, 
nessuna malefatta. 
Lacrime estinguono il distacco, 
là sulla nuvola, ove la donna e 
mille sospiri sopravvivono, si posano. 
Eco d’ogni notte deve spettar al 
fendere del sole negli occhi vigorosi.


    

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