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Riflessioni

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Pietro Viale 3/13/2020

Il sole incessante, le ore dedicate al sonno e alle vacanze, non invitavano più come prima alle feste dell’acqua e della carne; suonavano vuote, invece, nella città chiusa e silenziosa; avevano perduto il metallico splendore delle stagioni felici. Il sole della peste stingeva tutti i colori e fugava ogni gioia.

Albert Camus, La Peste


Personalmente penso che sconfiggere una peste, o comunque qualsiasi virus difficile da debellare, sia un impegno comune, una delle guerre più facili da vincere, visto che basta 

chiudersi in casa ed evitare il più possibile il contatto con altre persone. Infatti, il COVID-19, l’attuale e maggior problema a livello globale, ha un tasso di mortalità non eccessivamente alto, una distanza di contagio di 1,5m (che, rispetto a quella di altre influenze stagionali, è relativamente bassa) ma il problema è che è quasi, se non del tutto, letale per le persone anziane o con problemi di salute preesistenti. Questo, secondo me, è uno dei motivi per cui in Italia è tanto più “pericoloso” che in altri Stati; l’Italia ha una popolazione mediamente molto più vecchia rispetto ad altri stati, quindi già solo un’influenza stagionale un po' più forte potrebbe creare molti problemi. Detto questo, pare logico che il coronavirus, in Italia uccida molto di più che in altri stati.

Il problema fondamentale del nostro paese, credo, sia il modo di pensare che è inculcato nella nostra testa. E sì, dico nostra perché anche io la penso così. Si sente sempre dire la tipica frase: ”ma tra tutti toccherà mica a me”, ”non arriverà sicuramente nella mia città” e altre frasi di questo tipo. La verità è che con la facilità di contagio di questo virus, potrebbe arrivare in tutti i paesi e le città del mondo quindi potrebbe arrivare anche a tutti noi. Chi è giovane generalmente guarisce velocemente e senza subire gravi danni fisici, Quindi non ha motivi di temere molto il contatto col virus. Il contagio ,però, può espandersi fra persone anziane o con problemi di salute preesistenti: questi soggetti sono a rischio di vita. E' per questo che siamo caldamente invitati a stare a casa, a mantenere le distanze di sicurezza, a evitare il più possibile contatti fisici con le persone, ecc….

Per concludere, vorrei usare una frase di Tucidide, il quale, a riguardo della peste che colpì Atene 

più di 2450 anni fa, scrisse: ”Atene fu distrutta dalla paura della peste, non dalla peste”: Sinceramente penso che avesse ragione, perché la paura è sicuramente più contagiosa e ha un’espansione decisamente più rapida del virus stesso, soprattutto in un periodo come questo, dove mettere in giro una notizia può essere veramente facile e rapido nel bne e nel male. Il problema sorge quando tutti si “spacciano” per reporter e giornalisti iniziando a pubblicare notizie senza essere sicuri che quello che stanno divulgando sia vero o falso. Ciò può provocare allarmismi inutili e comportamenti scorretti.

Quindi, se dovessi esprimere un pensiero personale, direi che questa situazione mi spaventa, un po’ per la salute mia, dei mie cari, delle altre persone, per le perdite economiche di cui può risentire l’Italia come tutti gli altri paesi, per il percorso scolastico di tutti gli studenti. Non sappiamo quando potranno riprendere le elezioni e come sarà convalidato l'anno scolastico in corso. La preoccupazione maggiore è per chi si trovava in quinta superiore, o comunque nell’anno in cui avrebbe poi dovuto sostenere un esame.

Spero che questa situazione si risolva al più presto e che rechi il minor numero di danni possibile.

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