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PENSIERI VICINO ALL'ALBA

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Alessia Migone 5/19/2020

Gli occhi quasi non riescono più a stare aperti, sono le 3 del mattino, eppure non riesco a dormire, sarà colpa di quei 5 caffè che ho bevuto oggi. 

Ho le cuffie nelle orecchie e la musica nella testa, anzi nell’anima, è completamente dentro di me.

La testa continua a vagare,

le mani che quasi scrivono da sole

e le guance graffiate.

È tardi, anzi presto, e io sono sveglia a pensare.

Penso tanto,

penso a tutto

e continuo a farmi domande a cui non riesco a trovare le risposte.

Penso alla vita che ci è stata negata, almeno per ora, penso al 7 marzo, l’ultimo giorno di ‘‘libertà’’. Continuo a pensare ai gruppi di amici in giro quella sera, mentre organizzavano il sabato successivo piuttosto che l’estate da trascorrere insieme o semplicemente un pomeriggio per studiare. Poi, d’un tratto, tutto questo ci viene negato; con una conferenza stampa straordinaria il Presidente del Consiglio annuncia che non possiamo più uscire e da quel momento le nostre vite hanno iniziato a cambiare irreversibilmente.

Penso ai miei amici che, nonostante le innumerevoli chiamate, i film guardati su Netflix party, le foto e i messaggi vocali in piena notte in cui diciamo 'non vedo l'ora di rivederti', mi mancano, tanto.

E poi penso a tutte quelle persone con cui ho condiviso tanto, con cui mi sono confidata e fidata e che adesso non sento più. Sono semplicemente diventati sconosciuti che se incontrassi per strada probabilmente non saluterei neanche, quindi la domanda nasce spontanea: perché ci affezioniamo e poi ci perdiamo? Qual è il senso di perdere le persone in questo modo? Si, può sembrare stupido o privo di significato, ma se ci pensi bene non è così. Quasi sempre la colpa viene attribuita all’età, o meglio, alla nostra età, ma io non credo che sia questo il problema, perché tutti i giorni si sentono e si vedono persone adulte e mature che si separano e che si allontanano. Ci perdiamo quasi sempre, a volte senza accorgercene e altre perché lo decidiamo noi. Perciò, perché ci affezioniamo ad un’altra persona se sappiamo che saremo destinati, prima o poi, ad allontanarci e a soffrire?      

Forse tutto questo non è reale, forse siamo solo oggetti di esperimenti condotti da chissà chi, forse, in realtà, la vita è molto più semplice di quanto pensiamo o forse è molto più complicata. Non lo so e non lo sappiamo e probabilmente mai lo sapremo.

È mattina, l’alba è alle porte, un’altra giornata sta per iniziare e io continuo a non capire e a non trovare risposte.

Va bene così, aspetto che si faccia sera per scrivere ancora su di te, su di me, su di noi e su tutto quello che ci circonda. 

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